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E il tempo scivola via lentamente... lo sento scorrere sulla pelle,
lungo la schiena, eccolo... è un brivido gelido.
Conto i segni lasciati come solchi d'aratro sulla terra, sul tuo volto di uomo,
nell'anima di padre, nell'affanno e fatiche di sposo e compagno di vita.
Una profonda malinconia mi pervade e attendo il mattino per ritrovare la luce...
ansiosa che la speranza diventi certezza.
Solo ora cerco le tue mani callose e vorrei tenerle tra le mie come non mai.
Sempre strette distrattamente, a volte, forse, provando anche vergogna
e avendo il timore di farlo.
Ora il cuore mi fa male, ho visto la roccia sgretolarsi.
Il tramonto ti ha colto forte per noi, ma stanco... a me chi darà la forza?
Quanto tempo dall'ultima volta papà... ma oggi e per sempre voglio dirti...
ti voglio bene.
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